Analisi chimiche per la conformità al PPWR di imballaggi e materiali a contatto con alimenti
Intertek supporta le aziende di prodotti al consumo nella valutazione di PFAS e metalli pesanti nei materiali di imballaggio rispetto al regolamento PPWR e ad altri requisiti dell’Unione europea, contribuendo a ridurre i rischi di non conformità e a tutelare l’accesso al mercato europeo
Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che sostituisce la Direttiva 94/62/CE, è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e si applica dal 12 agosto 2026, ridefinendo i requisiti di conformità degli imballaggi nel mercato europeo.
Il Regolamento contiene disposizioni volte a promuovere la sostenibilità degli imballaggi, il riciclo e la riduzione dei rifiuti e, al tempo stesso, rafforza l’attenzione sulle sostanze pericolose presenti nei materiali di imballaggio, in particolare i PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti e i metalli pesanti.
Brand, retailer e produttori sono sottoposti a una pressione crescente da parte delle autorità e dei clienti affinché valutino e dimostrino la sicurezza dei prodotti e la conformità chimica attraverso dati analitici affidabili e documentazione di supporto. Per molte aziende, la difficoltà consiste nell’individuare le sostanze potenzialmente critiche all’interno di filiere di imballaggio complesse, tenendo conto dei costi e delle tempistiche delle prove e delle incertezze tecniche.
Analisi PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti
I PFAS, sostanze per- e polifluoroalchiliche, sono comunemente associati ai materiali di imballaggio per alimenti resistenti ai grassi e rivestiti. Le autorità europee vi stanno dedicando un’attenzione crescente a causa della loro persistenza e dei potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute.
Ai sensi del PPWR, gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti non possono essere immessi sul mercato dell’UE se contengono PFAS in concentrazioni superiori ai limiti specificati:
- 25 ppb per ogni singolo PFAS non polimerico;
- 250 ppb per la somma dei PFAS non polimerici, inclusi, ove applicabile, i PFAS derivanti dalla degradazione preventiva dei precursori;
- 50 ppm per i PFAS, inclusi i PFAS polimerici.
In un contesto in cui permangono incertezze sui criteri di conformità e mancano protocolli di prova armonizzati per limiti di rilevazione così bassi, i nostri laboratori hanno sviluppato una soluzione analitica solida. Il nostro metodo interno consente di raggiungere limiti di rilevazione fino a 25 µg/kg, fornendo alle aziende evidenze utili per la verifica dei requisiti PPWR.
Combinando metodologie mirate e di screening, con combustione per la determinazione del fluoro totale e pirolisi-GC/MS per il fluoro organico totale, definiamo strategie di valutazione dei PFAS efficienti, pertinenti e ottimizzate in termini di costi, in funzione dei materiali di imballaggio e degli obiettivi di conformità.
Possiamo fornire servizi di prova per PFAS su materiali di imballaggio destinati al contatto con gli alimenti, in relazione al PPWR e ai requisiti europei applicabili agli imballaggi, tra cui:
- Imballaggi in carta e cartone
- Materiali in fibra stampata
- Imballaggi da asporto
- Involucri e contenitori per fast food
- Imballaggi flessibili per alimenti
- Materiali di imballaggio rivestiti e multistrato
- Altri materiali e tipologie di imballaggio
I rapporti di prova (test report) costituiscono un elemento della documentazione tecnica da includere a supporto della Dichiarazione di conformità (DoC) prevista dal PPWR
Agli imballaggi si applica inoltre il Regolamento UE sugli inquinanti organici persistenti (POP). I relativi limiti vengono quindi considerati nel testing plan.
Prove sui metalli pesanti nei materiali di imballaggio
Oltre alle prove per PFAS, possiamo eseguire prove sui metalli pesanti nei materiali di imballaggio nel quadro dei requisiti PPWR. La concentrazione complessiva di piombo (Pb), cadmio (Cd), mercurio (Hg) e cromo esavalente (Cr VI) non deve superare 100 mg/kg. Questo limite era già previsto dalle precedenti direttive, ma il PPWR introduce una sorveglianza del mercato più rigorosa.
L’ambito delle prove comprende tutte le tipologie di materiali di imballaggio, inclusi i materiali compositi, oltre a etichette, inchiostri, rivestimenti e adesivi.
Attraverso tecniche analitiche avanzate, quali ICP-MS, ICP-OES e screening XRF, aiutiamo le aziende a verificare la conformità e a individuare potenziali criticità associate alle sostanze soggette a restrizione nei componenti e nei sistemi di imballaggio finiti
Ulteriori servizi per la conformità chimica degli imballaggi destinati al mercato europeo
Il quadro normativo sta diventando più complesso e introduce ulteriori obblighi per produttori, importatori e distributori. Oltre a PFAS e metalli pesanti, i materiali di imballaggio possono contenere sostanze soggette a restrizione ai sensi di altri atti normativi dell’UE, tra cui il Regolamento REACH e il Regolamento sugli inquinanti organici persistenti (POP).
A supporto di una strategia completa per la conformità chimica degli imballaggi, forniamo inoltre servizi di prova e screening per ulteriori sostanze potenzialmente critiche, tra cui:
- SVHC (sostanze estremamente preoccupanti)
- Ftalati
- Ritardanti di fiamma bromurati
- Paraffine clorurate
- Bisfenoli
- Solventi residui e altri contaminanti organici
I nostri esperti aiutano le aziende dei prodotti di consumo a individuare le potenziali criticità normative, definire le priorità analitiche, sviluppare programmi di prova efficienti e rafforzare la documentazione di conformità degli imballaggi rispetto all’evoluzione della normativa chimica europea.